Il tema della pensione è uno dei più delicati e, allo stesso tempo, uno dei più sentiti dai lavoratori. Capire quando si matura il diritto, quale tipologia di pensione è applicabile e se l’importo riconosciuto è corretto non è sempre semplice, anche a causa delle continue modifiche normative che negli anni hanno interessato il sistema previdenziale italiano.
La disciplina pensionistica trova il suo fondamento nell’articolo 38 della Costituzione, che garantisce ai lavoratori il diritto a mezzi adeguati alle esigenze di vita in caso di vecchiaia, invalidità e infortunio.
Le principali tipologie di pensione
L’ordinamento previdenziale prevede diverse forme di pensionamento, ciascuna con requisiti specifici:
- Pensione di vecchiaia, disciplinata oggi principalmente dall’art. 24 del D.L. n. 201/2011 (cd. Legge Fornero), convertito nella L. n. 214/2011, che stabilisce i requisiti anagrafici e contributivi;
- Pensione anticipata, prevista dallo stesso art. 24 del D.L. n. 201/2011, che consente l’accesso al trattamento pensionistico al raggiungimento di un determinato numero di anni di contribuzione, indipendentemente dall’età;
- Pensione di invalidità, regolata dalla Legge n. 222/1984, che distingue tra assegno ordinario di invalidità e pensione di inabilità;
- Pensione di reversibilità o indiretta, disciplinata dagli artt. 22 e ss. della Legge n. 903/1965, riconosciuta ai superstiti del pensionato o del lavoratore assicurato.
Individuare correttamente la pensione spettante richiede un’attenta analisi della posizione contributiva individuale e della normativa applicabile nel tempo.
L’importanza dei contributi previdenziali
Elemento centrale del diritto alla pensione è la contribuzione previdenziale, il cui principio di automaticità è sancito dall’art. 2116 del Codice Civile: il lavoratore ha diritto alle prestazioni previdenziali anche se il datore di lavoro non ha versato regolarmente i contributi.
Tuttavia, nella pratica, omissioni contributive o errori possono incidere sull’importo della pensione, rendendo necessaria:
- la verifica dell’estratto conto contributivo INPS;
- la valutazione di periodi riscattabili o ricongiungibili (ad esempio ai sensi della Legge n. 29/1979 e della Legge n. 45/1990).
Il calcolo della pensione e la tutela del pensionato
Il sistema pensionistico italiano si basa su tre diversi criteri di calcolo:
- retributivo,
- contributivo,
- misto,
come definiti dalla Legge n. 335/1995 (Riforma Dini).
Non sono rari i casi in cui l’INPS liquidi una pensione con un importo inferiore a quello effettivamente spettante. In tali ipotesi, il pensionato può agire mediante:
- domanda di riesame amministrativo;
- ricorso giudiziario al Tribunale del lavoro, ai sensi degli artt. 442 e ss. c.p.c..
La giurisprudenza di legittimità ha più volte ribadito il diritto del pensionato al corretto calcolo della prestazione (tra le tante, Cass. civ., sez. lav., n. 123/2019).
L’assistenza legale in materia previdenziale
La materia pensionistica è complessa e in continua evoluzione. Affidarsi a un avvocato esperto in diritto del lavoro e della previdenza consente di tutelare efficacemente i propri diritti, sia in fase amministrativa sia contenziosa.
Lo Studio Legale Spedaliere offre assistenza qualificata:
- nella verifica della posizione contributiva;
- nella presentazione delle domande di pensione;
- nella tutela giudiziale nei confronti dell’INPS.
Conclusioni
La pensione rappresenta un diritto costituzionalmente garantito e un traguardo fondamentale nella vita di ogni lavoratore. Una verifica preventiva della propria posizione previdenziale consente di evitare errori e di ottenere il trattamento economico spettante secondo la legge.
Per una consulenza personalizzata in materia pensionistica, è possibile rivolgersi allo Studio Legale Spedaliere, operante con competenza e attenzione in ambito previdenziale e lavoristico.
